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Trekking Da Cesacastina alla Valle delle Cento Cascate

Occorre scarpe da trekking. Non dimenticare il cappello.

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Regione: ABRUZZO      
Provincia: L''Aquila      
Località: Scanno      
Descrizione
 
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  • Partenza: Cesacastina (1141 m)
  • Tempo di percorrenza: 2.15 ore
  • Difficoltà: E - Escursionistico
  • Dislivello: 620 m
  • Segnavia: parzialmente segnato (bianco-rosso)
  • Periodo consigliato: da maggio a ottobre
  • Dalla chiesa di Cesacastina (1141 metri) si segue a piedi la strada che attraversa il paese (la parte più a monte prende il nome di Colle) e prosegue sterrata e pianeggiante toccando un antico fontanile in arenaria e affacciandosi sulla bassa valle del Fosso dell'Acero.

Ad un bivio (1157 metri, 0.15 ore) si lascia a sinistra la strada e si prende a destra la carrareccia (segnavia n. 300L-SI del Sentiero Italia), che riprende a salire sulla destra orografica della valle, offrendo in più punti un suggestivo colpo d'occhio. Costeggiati i ruderi della chiesa di S. Maria Maddalena (m. 1179), ci si innalza con numerose svolte, si tocca la sorgente Perdiero, si entra nella faggeta e si raggiunge la strada sterrata che proviene dalla località Le Piane. La si segue a sinistra fino ad oltrepassare un ponte in cemento che scavalca il Fosso dell'Acero (m. 1300). Poco oltre si imbocca una stradina chiusa da una catena che conduce al Rifugio E.N.E.L. di Fosso dell'Acero (chiuso a chiave) e alla captazione idrica dell'ENEL con la quale il torrente viene in gran parte canalizzato per alimentare il Lago di Campotosto (1365 metri, 0.55 ore).
Alle spalle del rifugio, si risale una valletta erbosa al cui culmine si piega a sinistra rientrando nel bosco e, continuando a salire, si sbuca nell'ampia radura de Le Cannare fino a toccare l'ultimo tornante della sterrata che raggiunge la località (m. 1465; 20', 1h15'). La si abbandona subito imboccando sulla destra una pista che rientra nella faggeta e riprende a salire sulla destra orografica della valle offrendo in più punti un suggestivo colpo d'occhio. Raggiunto un tornante, si abbandona la pista ed il sentiero 300L imboccando, sulla destra, un'ampia mulattiera (sentiero 354) che, in breve, conduce ad una radura con uno spettacolare affaccio sulla cascata posta alla base dei lunghi scivoli del Fosso dell'Acero (m. 1560; 20', 1h35'). Si continua a salire nel bosco, ricco di superbi faggi secolari, costeggiando, senza abbandonare il sentiero, prima il ramo orografico destro del Fosso dell'Acero e poi un ruscello suo affluente, che si attraversa poco a monte verso destra uscendo sui prati (m. 1650, sassi che agevolano il guado). Ricordiamo che il torrente non va assolutamente attraversato al di fuori dei guadi percorsi dal sentiero segnato. Si continua a salire lungo il sentiero accostandosi nuovamente al corso principale del torrente, fiancheggiandone i lunghissimi lastroni di arenaria che corrono a filo d'erba ed evitando assolutamente di camminavi sopra, soprattutto se la roccia è bagnata e, quindi, scivolosa e pericolosissima. Superata una caratteristica cascata (m. 1698; 25', 2h00'), si prosegue fino ad un guado attraversato da una pista, in prossimità dello Stazzo delle Iaccere (m. 1759; 10', 2h10'); la vista si apre sull'eccezionale anfiteatro delle Cento Fonti dominato dal Monte Gorzano e dalle Cime della Laghetta, e sullo spettacolare sfondo della catena del Gran Sasso. Si attraversa il guado verso destra, seguendo la pista in salita fino al suo termine, presso le captazioni di Fonte Mercurio, al centro dell'anfiteatro (m. 1800, 5', 2h 15').

ATTENZIONE! Questo itinerario è senza dubbio uno dei più belli e scenografici di tutto il massiccio dei Monti della Laga, offre panorami mozzafiato ed un ambiente naturale unico.
La sua frequentazione, tuttavia, richiede una attenzione particolare in quanto gli spettacolari scivoli di arenaria percorsi dal torrente e dai suoi affluenti ai lati del sentiero sono molto pericolosi, perchè resi estremamente scivolosi dall'acqua, anche quando la ridotta portata estivane riduce il flusso ad un velo sottile.
E' necessario, pertanto, seguire rigorosamente il sentiero senza allontanarsene, attraversando il corso del Fosso dell'Acero e dei ruscelli suoi affluenti solamente nei guadi segnalati, senza mettere piede per alcun motivo sui lastroni di pietra a lato del corso d'acqua.



Abbigliamento trekking: cosa devi indossare?

abbigliamento trekkingSiamo tutti d’accordo che il trekking si svolge principalmente su sentieri o zone montane lontane dal traffico? Benissimo! Questo implica che la prima cosa di cui avremo bisogno sarà l’abbigliamento trekking adeguato. Ovviamente trattandosi di escursioni e trekking da fare in estate, i nostri consigli riguarderanno solo la collezione abbigliamento montagna estate. E da dove vogliamo partire? Ovviamente dal pezzo più importante: le scarpe da trekking, delle scarpe serie, dette anche scarponcini da trekking.

Quali scarpe da trekking servono in montagna?

Per affrontare uno dei nostri trekking più semplici, visto che ci muoviamo principalmente su strade sterrate o sentieri poco impegnativi, ti è permesso di affrontarli anche con delle normalissime scarpe da ginnastica, possibilmente non con la suola liscia, così da evitare di scivolare su eventuali rocce umide o ghiaino nei tratti più pendenti. Al contrario, per le escursioni più lunghe, sono consigliabili, per non dire obbligatori, gli scarponcini da trekking: oltre alla lunghezza dell’itinerario, cambia infatti anche la difficoltà di percorrenza.

Perché lo scarponcino da trekking è il migliore?

La soluzione migliore anche per le escursioni in montagna più tranquille è sempre lo scarponcino da trekking, e ora ti spiego anche perché:
  • Suola più rigida rispetto alle scarpe da ginnastica e disegnata appositamente per fare presa sui terreni impervi che troviamo nei boschi e in montagna;
  • Struttura della scarpa, che fascia anche la caviglia e evita inutili e fastidiose distorsioni date dalla distrazione e la stanchezza;
  • Tessuto più o meno impermeabile a seconda dell’acquisto, ma pur sempre migliore dei tessuti delle normali scarpe da tennis. Capita infatti che in montagna al mattino si trovi l’erba con la rugiada o bagnata per il temporale del giorno precedente e ve l’assicuro, una delle cose più fastidiose in montagna è proprio camminare con i piedi bagnati…. (babbabiaaaaaaa!!!!)
  • Il calore, un’altra cosa da non sottovalutare! Soprattutto nei mesi di giugno e settembre infatti, o spingendosi ad altitudini elevate, le temperature sono piuttosto basse e si rischia di incappare nel tanto temuto “freddo ai piedi”. Lo scarponcino da trekking a differenza della scarpe da ginnastica è più imbottito.
Vi sono in commercio scarponi di diverso tipo, fascia di prezzo e tessuto. Se li utilizzate una settimana all’anno potete spendere poche decine di euro per avere comunque una calzatura adatta a tutti i terreni e che vi permetta di godere al meglio la vostra vacanza in montagna.
In ogni caso, le scarpe devono essere comode, della misura corretta, così da permettere di camminare senza soffrire, senza che si creino vesciche…il peggior nemico dei piedi dell’escursionista.

I consigli della nonna.. cioè dell’esperto:

  1. scarpe da trekkingIl consiglio che diamo è dunque di provare gli scarponcini appena comprati prima di seguirci in escursione. Metteteli a casa o per delle passeggiate semplici, così da testarne la comodità ed adattarli al vostro piede. Una vescica sul tallone o sul lato esterno del mignolo potrebbe farvi fermare ai box per una o più giornate, con le vesciche non si scherza!
  2. Il numero della scarpa deve essere giusto. Una scarpa troppo piccola potrebbe darci seri problemi in discesa quando ad ogni passo il piede va a battere in punta, mentre una scarpa troppo grande porterebbe senz’altro alla formazione di bolle sotto il piede per via dello strofinamento sul plantare della scarpa.

Ai bambini che scarpe mettiamo per camminare in montagna?

Per quanto riguarda i bambini ci sono due differenti linee di pensiero. C’è chi propone l’utilizzo degli scarponcini, e chi invece suggerisce di utilizzare le scarpe da ginnastica. Come specificato poco fa, lo scarponcino tiene il piede caldo e asciutto maggiormente rispetto alle scarpe da tennis, il suggerire una o l’altra calzatura è legato al fatto di avere la caviglia più o meno fasciata. Chi propone le scarpe da ginnastica lo fa per il fatto che i bambini, fino ai 10-12 anni, sono maggiormente agili ed elastici. Prendere delle piccole storte, o sollecitare il lavoro della caviglia per adattarsi alle asperità del terreno, aiuta a rinforzare l’articolazione della caviglia.

Quale calzino da trekking?

Fa parte dell’abbigliamento trekking anche il calzino, al quale dedichiamo non a caso un paragrafo a sé. Un capo piuttosto sottovalutato è il calzino, quando invece l’abbinamento scarpa-calzino, non è per niente banale e va tenuto in considerazione!
Mi ricordo mia nonna che mi preparava i calzini in lana e mi diceva che dovevo metterli tutte le volte che usavo gli scarponi mentre oggi in condizioni normali utilizzo solo calzini in cotone sottili.
La verità è che non c’è il calzino giusto o il calzino sbagliato, ognuno ha le sue preferenze e concezione di comodità.
Ma una sola cosa è certa ed obbligatoria, il calzino deve:
  • Restare fermo: non deve scorrere nel piede! Se per caso si dovesse formare un ricciolo potrebbe darci fastidio costringendoci a passare tutta la giornata a fermarci per sistemarlo, portando all’inevitabile formazione di una vescica.
  • Essere lungo: il calzino deve coprire almeno metà gamba, sui sentieri capita infatti che si possano trovare ortiche o rovi ed avere una seconda barriera al di sotto dei pantaloni, spesso sottili, non è per niente una brutta cosa.
Il calzino ci può permettere di riempire al meglio le nostre scarpe. Una scarpa leggermente stretta può diventare giusta con un calzino sottile mentre si può usare un calzino più grosso con una scarpa leggermente grande. Oppure se abbiamo una scarpa con una tomaia sottile e le temperature sono basse possiamo guadagnare un pò di comfort indossando un calzino più imbottito.
Le combinazioni sono tante, bisogna solo trovare quella che più va bene per ognuno di noi. In caso di escursioni in giornate di pioggia o nel giorno successivo ad un temporale è comunque consigliabile tenere nello zaino un paio di calzinidi ricambio.

Abbigliamento da montagna

Qual’è l’abbigliamento trekking ideale? Come ci si veste per affrontare un’escursione in montagna? La nonna direbbe a cipolla, e anche l’esperto sarebbe d’accordo con la nonna. Mio padre mi diceva sempre: ” È meglio portarsi una maglia per niente, che non averla quando se ne ha bisogno!” e ve lo posso garantire aveva ragione. Non c’è cosa peggiore dello stare in montagna magari in preda al vento, senza l’equipaggiamento adeguato.
Di vestiti da montagna ce ne sono per tutti i gusti dai più tecnici ai meno tecnici, dai più costosi ai meno costosi. La montagna non guarda se sei sufficientemente colorato o alla moda, la montagna ti vuole equipaggiato e consapevole. Lasciati guidare anche dal tuo gusto personale, l’importante è avere addosso o con te:
  • Pantaloni da trekking: preferibilmente lungo, sia per i cambiamenti improvvisi del meteo, sia per la tipologia di sentiero che si decide di percorrere. Trovare ortiche o anche solo l’erba alta o gli arbusti spinosi, non è simpatico con i pantaloncini corti. Detto questo a te la scelta;
  • Maglia con la zip e le tasche, comoda da aprire e chiudere in base all’occorrenza, comoda da legare velocemente in vita. La comodità delle tasche ai tempi dello smartphone non credo sia nemmeno da puntualizzare, anche solo un fazzoletto potrebbe essere comodo a portata di mano, considerando che molti pantaloni da trekking che fanno oggi di tasche non ne hanno (e per me è una bruttissima idea non metterle);
  • T-shirt: io preferisco le magliette di cotone, si è vero se ci sudi restano bagnate ma avendone una di scorta nello zaino non mi da fastidio. Tanti invece preferiscono le t-shirt di tessuto tecnico;
  • Piumino: adesso sono trasportabilissimi, sottili, ultra leggeri e appallottolabili. Non c’è cosa più bella di averlo nello zaino quando serve!
  • K-way: Non avrà bisogno di presentazioni, ma di raccomandazioni sì. È sicuramente una delle cose più costose insieme alle scarpe da trekking ma non a caso di certo. Essere asciutti anche quando piove è una cosa davvero meravigliosa, avere addosso i vestiti fradici che nemmeno nell’essicatoio del rifugio mentre pranzate potrete auspicarvi che si asciughino, è orribile! Comprate un k-way serio, che svolga veramente la sua funzione, che faccia davvero il lavoro per cui l’avete comprato.
E anche con l’abbigliamento escursionismo è tutto!

Trekking attrezzatura: passiamo allo zaino

zaino da trekkingUn’altra cosa indispensabile è lo zaino da trekking, ora vedremo cosa mettere nello zaino e poi parleremo in breve dei vari tipi di zaino.
Per qualsiasi escursione, partendo dalle più facili e arrivando fino alle più impegnative nel nostro zaino deve sempre esserci:
  • Acqua: facendo attività fisica è importante tenersi idratati e non sempre in montagna riusciamo a trovare ruscelli o fontanelle dalle limpide e fresche acque presso le quali reidratarsi;
  • Maglia: anche nelle giornate più calde in montagna può alzarsi quella leggera brezza frizzantina che soprattutto se sudati può essere fastidiosa;
  • K-way: si sa, in montagna il tempo cambia rapidamente e soprattutto durante le calde giornate estive, capita che al pomeriggio l’umidità fatta evaporare dal calore, si trasformi in temporale.
  • Snack: una barretta di cioccolato, dei crackers o un frutto, possono aiutare in caso di calo di zuccheri, soprattutto se si pensa di pranzare presso una malga o rifugio e quindi nello zaino non c’è altro cibo.
Altre cose comode da avere nello zaino sono:
  • calzini di ricambio
  • maglietta di ricambio
  • pranzo (se non troviamo rifugi lungo il percorso)
  • un kit di pronto soccorso
  • un paio di guanti ed una fascia.

Zaini da trekking: hai tempo?

Saremo veloci, alla ricerca del particolare ti lasceremo piena autonomia.
Per i trekking proposti da noi di Experience Val di Sole sono sufficienti anche dei normalissimi zaini, mentre in caso di trekking lunghi o dove nello zaino si devono inserire diversi kg, lo zaino può fare la differenza. Gli zaini da escursionismo hanno infatti delle strutture particolari, per distribuire al meglio i carichi sulla schiena, con delle tasche dove mettere le cose più utilizzate senza dover ribaltare tutto il contenuto ad ogni sosta, caratterizzati da tessuti impermeabili e talvolta anche con dei sistemi di copertura, che in caso di pioggia permettono di tenere il contenuto all’asciutto. Un occhio di riguardo va ai tessuti che devono essere resistenti alle rocce taglienti sulle quali si può sfregare percorrendo certi sentieri.
Direi che tutto ciò che c’è da sapere riguardo all’abbigliamento trekking è contenuto in questo articolo, il resto è decisamente superfluo!